

In Italia i crisantemi sono i fiori dei defunti per due ragioni semplici: sbocciano in autunno, proprio nei giorni della Commemorazione dei Defunti del 2 novembre e resistono a lungo al freddo, anche quando sono recisi.
Col tempo, questa coincidenza è diventata un simbolo: un modo per dire a chi non c’è più che l’affetto continua.
Ogni anno, all’inizio di novembre, vediamo i cimiteri di Cesano Maderno e della Brianza riempirsi di colori: noi di LANZANI accompagniamo le famiglie di questo territorio dai primi del Novecento e per questo sappiamo bene quanto conti quel gesto silenzioso di portare un fiore.
In questo Articolo vi raccontiamo da dove nasce.
Un fiore antico, nato lontano
Le origini in Cina
Il crisantemo ha una storia lunghissima, perché veniva coltivato in Cina già più di duemila anni fa, anche se allora non era legato al lutto.
Era invece una pianta preziosa, usata anche per preparare infusi e tisane.
Dall’Oriente ha nei secoli compiuto un lungo viaggio, arrivando in Europa nel Seicento e in America nell’Ottocento: oggi se ne contano oltre duecento specie, con forme e colori molto diversi tra loro.
Il significato del nome: “fiore d’oro”
Il nome viene dal greco e unisce due parole: chrysós, “oro”, e ánthemon, “fiore”.
Il crisantemo è quindi, letteralmente, il fiore d’oro, un richiamo al giallo luminoso delle varietà più antiche; ecco perché nella sua stessa origine c’è un’idea di valore e di luce, più che di tristezza.
Perché proprio i crisantemi sul cammino del ricordo
Fioriscono nei giorni dedicati ai defunti
Il crisantemo ha bisogno di giornate più corte per sbocciare, per questo la sua fioritura arriva tra ottobre e novembre, in coincidenza con la Commemorazione dei defunti del 2 novembre: una ricorrenza che nel nostro Paese ha addirittura radici medievali.
Se volete approfondire come siano cambiati nei secoli i riti dell’addio, ne parliamo nella nostra breve storia del funerale in Occidente.
Resistono al freddo e durano a lungo
C’è poi una ragione pratica, che i nostri nonni conoscevano bene: il crisantemo è un fiore forte:
- sopporta le basse temperature dell’autunno inoltrato;
- resiste alla pioggia e al vento meglio di molti altri fiori;
- dura a lungo anche reciso, accanto a una lapide.
Un fiore che resiste al freddo, per restare vicino a chi amiamo: anche in questo c’è un profondo significato.
Un simbolo che cambia da Paese a Paese
Una curiosità?
Solo da noi il crisantemo porta il nome di “fiore dei morti”: altrove racconta storie molto diverse!
- Giappone: si chiama Kiku ed è un simbolo nazionale, dato che un crisantemo stilizzato a sedici petali compare nel sigillo imperiale, a rappresentare pace, longevità e perfezione.
- Cina e Corea: è segno di buona fortuna e accompagna momenti di festa.
- Stati Uniti: è un fiore allegro, legato all’autunno e alla gioia.
- Regno Unito e Australia: richiama la felicità e si regala spesso per la festa della mamma, anche per il gioco di parole tra chrysanthemum e mum.
Una nostra riflessione: a ben pensarci però, forse non c’è vera contraddizione, perché in ogni cultura il crisantemo parla di qualcosa che resta: la vita, la fortuna, l’amore. Portarlo a chi non c’è più significa custodire proprio questo.
Il linguaggio dei colori

La tradizione italiana assegna a ogni sfumatura un significato: ecco i più famosi.
- Bianco: è il colore del lutto e della purezza, il più legato al ricordo.
- Giallo: richiama la luce e, secondo un’antica simbologia, il perdono.
- Rosso: esprime un amore profondo, che non si spegne.
- Viola e rosa: parlano di affetto delicato e di malinconia serena.
Qualche attenzione per farli durare di più
Se desiderate che i crisantemi restino belli a lungo sulla tomba di un vostro caro, bastano piccoli gesti:
- preferite le varietà a fiore piccolo, dove la pioggia non ristagna;
- togliete le foglie che finirebbero nell’acqua del portafiori;
- tagliate il gambo in obliquo, così il fiore assorbe meglio l’acqua;
- eliminate i fiori appassiti a ogni visita.
La leggenda dei petali che non finivano mai
Vi lasciamo con una curiosità: dal Giappone arriva una storia tenera, tramandata da generazioni.
Una bambina vegliava ogni giorno la madre malata, senza smettere di piangere, fino a quando uno spirito ebbe compassione di lei e le donò un crisantemo.
“Ogni petalo, le disse, era un giorno ancora da vivere insieme alla mamma.”
La bambina guardò il fiore e ne contò pochi petali: allora, con pazienza, li divise uno a uno in sottilissimi fili.
Il crisantemo diventò così ricco di petali da non poterli più contare e i giorni accanto alla madre si moltiplicarono.
Solo una leggenda, certo, ma dice qualcosa di vero: l’amore cerca sempre un modo per allungare il tempo con chi amiamo. E poi, anche quando il tempo finisce, continua nel ricordo.
Siamo qui per accompagnarvi
Ogni fiore portato a un caro è un modo di onorarne la memoria; se state vivendo una perdita, o se desiderate un consiglio sereno su un omaggio floreale, noi di LANZANI ci siamo, 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno.
Potete passare a trovarci a Cesano Maderno, chiamarci o scriverci su WhatsApp, anche nel cuore della notte. Raccontateci con calma di cosa avete bisogno: siamo qui per ascoltarvi.
Anche chi resta ha bisogno di sentirsi accompagnato: per questo abbiamo scritto alcuni consigli su come stare vicino al partner dopo un lutto.
Onoranze Funebri LANZANI è sempre al fianco delle famiglie in questi momenti delicati, offrendo non solo competenza tecnica ma anche il calore umano necessario per superare insieme le difficoltà più grandi.
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